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CHI SIAMO

Questo progetto nasce da un’idea di Monica Calcagni, ginecologa e divulgatrice, conosciuta a livello nazionale per il suo impegno nel parlare di corpo femminile, salute e consapevolezza senza filtri né tabù.

Accanto al lavoro clinico, coltivava un desiderio preciso: dare vita a un brand capace di portare questi temi fuori dallo spazio medico, trasformandoli in linguaggio visivo, simbolico e indossabile.

Il brand nasce così, dall’incontro tra competenze scientifiche, sensibilità artistica e una visione culturale chiara: raccontare il corpo femminile come natura viva, plurale e legittima, sottraendolo alla censura e alla semplificazione.

È un progetto familiare, costruito insieme a suo marito, in un dialogo continuo tra pensiero, immagine e materia. Un lavoro che unisce esperienza, cura e gesto creativo, e che prende forma in collezioni che parlano di corpo, identità e libertà di espressione.

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IL PROGETTO

Nei capi stampati, i frutti – papaya, fico, fragola, lampone – diventano contenitori simbolici. Accolgono forme che evocano l’anatomia femminile senza mai dichiararla apertamente, rendendola però impossibile da ignorare.

La femminilità viene raccontata come materia viva: morbida, carnosa, succosa, delicata e potente allo stesso tempo. Attraverso il frutto, il corpo smette di essere tabù e torna a essere origine, nutrimento, forza generativa.

Ogni immagine custodisce un carattere, un modo di sentire e di esistere. Non esiste un solo modello di femminilità, ma molteplici possibilità: dolcezza, forza, fragilità, abbondanza.

Il progetto invita a guardare senza filtri, a nominare senza vergogna e a riconoscere il corpo come qualcosa di naturale, intimo e profondamente universale.

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Cucito artigianale

Accanto alla stampa nasce il lavoro artigianale, cuore materico del progetto. Un processo lento e consapevole, lontano dalla produzione seriale, in cui ogni capo prende forma attraverso il tempo, la cura e la presenza delle mani.

Sul retro delle felpe, strati di tessuto vengono applicati e cuciti uno sull’altro. La costruzione avviene per sovrapposizione: la materia prende volume, profondità e ritmo. Le cuciture restano visibili, perché raccontano il percorso, le scelte e l’intervento umano che rende ogni pezzo diverso dall’altro.

Ogni capo è irripetibile. Non esistono repliche perfette: il corpo evocato non è un modello da replicare, ma un’esperienza da interpretare. Differenze e imperfezioni diventano valore, segni di autenticità e identità.

Questo lavoro è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Need.jpg, che ha condiviso la visione del progetto e contribuito alla sua realizzazione. L’artigianalità diventa così un atto politico e sensibile: dare forma, con le mani, a ciò che è stato a lungo nascosto e trasformarlo in segno visibile, riconoscibile e da indossare.